William Butler Yeats - La Mia Poesia

La Mia Poesia

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William Butler Yeats



William B.Yeats





Caro William non so se riesci a sentire o a scendere dentro ai solchi piu' profondi del mio spirito, infranti dal  turbamento, per capire quanto io abbia bisogno di parlarti.           "Siamo tutti soli e in attesa".
Scherziamo, ridiamo, ci facciamo compagnia, ma solo per distrarci; a volte penetrando dentro le cose, siamo invasi da pensieri profondi e liberi, che il cuore non riesce a contenere per quanto sono grandi e immensi.
Pensieri liberi e propellenti, che basta poco per farli ardere, come quelle primavere senza inverno che l'estate subito brucia.
Pensieri senza voce che solo una poesia riesce a volte, col suo miracolo, a far sentire.
Pensieri che non calmano e non danno conforto, ma girano e rigirano senza approdare in nessun porto sepolto; qualche volta intimoriti ci offendono, ma il nostro cuore li scaccia, non accetta quell'invadente timore, quel dubbio inesauribile che sbarra ogni logica e ragione della mente e del cuore.
Siamo soli, immersi nel nostro oceano infinito, nell’attesa di qualche appassionata emozione, di qualche nuova curiosità che soffochi il nostro disagio, la nostra noncuranza, la nostra svogliatezza che limita "l’avrebbe potuto"… l'ostacolo più insidioso della nostra vita attiva che se ne va insicura.
Vita inconoscibile, che muove ogni attimo lungo percorsi imprevedibili e con finali diversi, che ognuno vuole scrivere a suo modo, anche se poi il termine… la conclusione… sarà per tutti, nella grazia o nella disgrazia, uguale.
Qualche volta, stanchi e senza riserve, trasformiamo la vita in una voce senza colori, per tacere la nostra disfatta, il nostro desiderio di rifugiarci lontano… in effimeri villaggi sempre più piccoli, dove non è indicato neanche più il nome.
Altre volte aspettiamo… aspettiamo qualcuno o qualcosa che ci dia conforto, qualcosa o qualcuno che riesca a farci guardare oltre la nostra follia, riuscendo a farci rimettere tutte le cose nel loro giusto posto.
Siamo soli, liberamente soli, a cercare l'equilibrio, il giusto peso, il punto di svolta che ci ridia il senso, l'orgoglio, la volontà gentile di una ragione diversa e meno battuta di tutte le altre.
Quando questo accade non è un miracolo, ma è quella brezza audace che lascia una poesia, una canzone, un amico che ci viene a rallegrare, una speranza che scuote l'anima e il cuore.
Non siamo soli, quando aspettiamo qualcuno, quando nell'apparenza di una sera d'estate riusciamo a guardare e capire la bellezza profonda di un volto, di un’emozione, quella che ci porta ad amare gli altri per quello che veramente sono, persone che pur conoscendo da sempre, non abbiamo mai considerato come opportunità d’afferrare, per scoprire i nostri pensieri e farli crescere con  fiducia, possibilità che prima, senza di loro, senza la loro conoscenza profonda, non saremmo mai stati capaci di vedere e di sentire.
A volte basta una poesia, una tua poesia William, per avvertire il fulgore, l’odore inequivocabile della passione… che se pure svanisce non perderà mai di valore, anche quando, sotto altre forme continuerà a farci sentire l’eternità.
Eternità che solo la poesia e l’arte in genere sa far apparire, riuscendo a portare il nostro sguardo al di sopra e al di là di ogni semplice cosa.
Ora William, non so se anche per gli altri basta una canzone, una lettera, una poesia d’ascoltare, per non sentire più l’assenza o l’attesa incerta e pesante del futuro… ma penso che se vogliono continuare a vivere, a far svanire l’incertezza e la gravità delle cose, le tue poesie li possono aiutare…gli possono riparare il cuore… e magari gli basterà poi solo spegnere la luce… per addormentarsi tranquilli… e non sentirsi più terribilmente soli.

A.L.

Poesie

QUANDO TU SARAI VECCHIA

Quando tu sarai vecchia e grigia,
col capo tentennante
ed accanto al fuoco starai assonnata,
prenderai questo libro.
E lentamente lo leggerai, ricorderai sognando
dello sguardo che i tuoi occhi ebbero allora,
delle loro profonde ombre.
Di quanti amarono la grazia felice
di quei tuoi momenti
e, d’amore falso o a volte sincero,
amarono la tua bellezza.
Ma uno solo di te amò l’anima irrequieta,
uno solo allora amò le pene del volto tuo che muta.
E tu, chinandoti verso le braci, sarai un poco triste,
in un mormorio d’Amore dirai,
di come se ne volò via…
passò volando oltre il confine di questi alti monti
e per sempre poi il suo volto nascose
in una folla di stelle.

L’analisi del testo
Il poeta si rivolge all’amata (Maud Gonne) raffigurandola nella vecchiaia.  La vede accanto al fuoco un po’assonnata, e la immagina che stia leggendo lentamente il libro di poesie che lui le ha regalato. Ritornando con il pensiero nel passato, lei rivivrà i suoi passati amori, alcuni sinceri ed altri meno… scoprendo così, che fu solo il poeta l’unico che l’amò davvero nella sua vera essenza, adorandone lo spirito irrequieto e non solo la sua bellezza.  E sarà allora, in questo stato di malinconia affettuosa, che lei riuscirà a sentire e a capire l’amore più profondo, che l’ha fatta amare dal poeta sopra ogni cosa.


PER ANNE GREGORY
« Mai nessun giovane amante,
gettato nella disperazione
da quei grandi bastioni color miele
intorno ai tuoi orecchi,
potrebbe amarmi solo per te stessa
e non per la tua chioma paglierina.»

« Ma io posso trovare una tintura
e versarmi sui capelli quel colore,
castano, o rosso o nero,
così che tutti i giovani alla disperazione
possano amarmi solo per me stessa
e  non per la mia chioma paglierina.»

« Ho udito un vecchio religioso
affermare non più tardi di iersera
d'aver trovato un testo il quale prova
che Iddio soltanto, mia cara,
potrebbe amarti solo per te stessa,
E non per la tua chioma d’oro.»

L’analisi del testo
Questa poesia è stata scritta durante un viaggio che Yeats fece in Italia nel 1907 insieme con l’amica Anne Gregory, una bella donna dai capelli biondi. Questa poesia, come pure la precedente, parla di un amore che trascende la preoccupazione della bellezza fisica. Qui Yeats ci dice che la prova più importante dell’amore non ha nulla a che fare con le apparenze, anzi ci esorta ad amare come Dio sa fare, ovvero per la persona in se stessa, sebbene egli ammiri anche la bellezza esteriore dell’amica Anne. E’ questo tipo d’amore che William Butler Yeats descrive in queste due poesie, sfidandoci a guardare oltre i nostri occhi, riuscendo così a sentire quell’affetto totale che solo l’anima e il cuore riescono a toccare e a farci capire.

William Butler Yeats
è nato a Dublino nel 1865, primo figlio del pittore John Butler Yeats e di Susan Pollexfen. fu un affascinante visionario che cercò la saggezza e la fraternità attraverso il misticismo e che amava scrivere del grido dell'anima che ambiva ad affrancarsi dal mondo materiale della contingenza.
Indiscutibilmente, si tratta di uno dei poeti moderni più significativi, conosciuto come un drammaturgo; si impegnò anche nella politica nazionale irlandese quando, nel 1992, l'Irlanda diventò indipendente. Ricevette anche il premio Nobel per la letteratura nel 1923.
Era straordinariamente interessato all'occulto e alla magia, così come alle forze sinistre che sembravano trascinare il mondo verso una catastrofica bottiglia del bene contro il male.
Morì
Roquebrune-Cap-Martin, 28 gennaio 1939 poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale.


 
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