Valentino Zeichen - La Mia Poesia

La Mia Poesia

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Valentino Zeichen

Valentino Zeichen
Tentare di definire la personalità poetica di Valentino Zeichen equivale alla pretesa di ridurre il sua vitale tensione antisistema a una caricatura, ad una bozza che solo il tempo saprà sviluppare. La sua è una poesia vistosamente antilirica, che privilegia il movimento narrativo e lo sberleffo, quando affronta i temi sociali e storici a lui più vicini, come quel legame indissolubile con la sua città d’adozione, Roma, dove ha vissuto prima come profugo (della seconda guerra mondiale) e poi come poeta (battagliero e fiero) in cui ancora combatte e vive. Valentino Zeichen è nato nel 1938 a Fiume, trasferitosi con la famiglia dopo l’annessione alla Jugoslavia prima a Parma e poi a Roma. Le sue raccolte di poesia sono: Area di rigore (Cooperativa Scrittori, 1974), Ricreazione (Guanda, 1979), Pagine di gloria (Guanda, 1983), Museo interiore (Guanda, 1987), Gibilterra (Mondadori, 1991), Metafisica tascabile (Mondadori, 1997), Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio (Fazi, 2000), Passeggiate romane (Fazi, 2004), Poesie. 1963-2003 (Mondadori, 2004), Neomarziale (Mondadori, 2006), Aforismi d'autunno (Fazi, 2010), Casa di rieducazione (Mondadori, 2011) ), Poesie 1963-2014 (Mondadori, 2014). I suoi romanzi: Tana per tutti (Lucarini, 1983), Matrigna (Il Notes Magico, 2002), Il testamento di Anita Garibaldi (Fazi, 2011).

Le Parole
La sua poesia non ricerca la speranza ma la sincerità pura, ovvero quella sostanza che non vuole ingannare il lettore, ma lo vuole coinvolgere e persuadere con ironia e arguzia ad adattarsi alla concretezza della vita, anche se è spesso grigia e spietata.
Le sue poesie rifiutano il calcolo, l'interesse, Il sentimentalismo… e persino la responsabilità che l'agire sociale richiede, perché solo così riesce a dare forza alla sua spontaneità beffarda, che questa società affaristica non riuscendo a controllare, contrasta e teme.


POESIE 1963 2014

IL POETA
Presumibilmente,
sembro un poeta di alta rappresentanza
sebbene la mia insufficienza cardiaca
ha per virtù medica il libro «cuore».
Abito appena sopra il livello del mare
mentre la salute, la ricchezza, la purezza
e gli sport invernali
straziano oltre i mille metri.
Perciò mi ossigeno respirando l’aria
dei paradisi alpini
così arditamente fotografati
dagli scalatori sociali
nonostante la pericolosità dei dislivelli.

LA POESIA
Come un ricorrente duplicato del Big Bang
simula la nascita dell’universo
a sua differenza possibile figlia d’ignoti.
Ella ha madre sebbene svagata,
espulsa in un baleno dall’ispirata origine e
subito estranea all’istantanea matrice creativa.
La poesia: annodate interiora.
Si dipana nella prosaicità della lingua
e lascia scorrere allettanti Aleph
dall’ineffabile momentaneità:
gli accostamenti accidentali
fra le lingue ancora brulicanti
l’apparentano agli invertebrati,
i nodi vengono al pettine dello stile e
il poeta deve alla sua perizia di fisiologo
il taglio dei versi.
Senza offendere le sinapsi semantiche
riconduce a capo i misurati segmenti
comparabili agli esagrammi
delle divinazioni Ching.
Ogni volta che la mimesi creativa ricomincia
si ripropone il dilemma: il mondo
deve supporsi creato in versi
come ventilano le scritture oppure
si tratta di opere in prosa evoluzionistica?
Nel dubbio aporistico
applichiamo alla creazione
l’analisi stilistica.

PIAZZA DI SPAGNA
ex porto di ripetta - piante facsimili

Di piazza di spagna
la scalinata ha pianta
a forma di farfalla
che per magia di specchi
sembra s’involò altrove
col suo calco riflesso
verso un gemello progetto.
Anche la scalettata
farfalla di marmo
dell’ex porto di Ripetta
ha spiccato il volo.
Causa una piena del Tevere
la barcaccia s’è arenata
in piazza di Spagna
e là è rimasta, semisommersa.
L’architetto Alessandro Specchi
ha riflesso appena un miraggio

LA BOCCA DELLA VERITÀ
Se per i visionari del plenilunio
quella non è la testa di oceano
e neanche un chiusino di scolo
la bocca della verità è
forse un sole senescente
una stella di neutroni.
alla prova del vero
la leggenda vuole che
vi si infili la mano
lasciandola in pegno
e qualora s’è mentito
la bocca la divori!
Ma sempre la restituisce
perché? Le verità soggettive
sono false, non verificabili
le scientifiche, verosimili.
Avete mai visto quella bocca
divorare una teoria?

SAPONETTE
Sguscianti saponette profumate,
guidate dalle mie mani,
insaponando il tuo nudo
schiumando piccole bolle d’aria,
che per equipaggio pilota
hanno "istanti" della bellezza in fuga.
Comparabili a tavolette di scriba
salvatesi nel naufragio dell’amore
dalle torbide acque del bagno.
Stanno in secca sul porta sapone,
con le diciture consunte;
le crepe che le corrugano
prefigurano quelle dei corpi.
Non oso manometterle,
come se mi vedessi osservato
dal custode d’un museo egizio,
ma vorrei lavarmi le mani  ...

PER LUCIO BATTISTI
Anche i poeti che fanno lo stage
nelle torri d’avorio, sull’Atlantico
dove meditano sui millenni
fischieranno un tuo motivo
come le sirene delle navi.
Non si conosce nostalgia
che non sia da lontananza
fin dalle frecce preistoriche degli addii.
Perciò le canzoni accompagnano le vite
mentre la buona poesia i secoli.

POETI IN PERICOLO
Sui veloci treni francesi
s’abbian il dolcificante
alle effigi dei poeti;
Villon, Rimbaud, Breton
affrancano letterine
buste di zucchero.
E se la dolce energia
avesse per fine la terapia
della tetra malinconia ?
Scopro di una chimica euforia
mirante a scombinare
l’amara essenza della poesia.

L'ALTRA METÀ
Nella moltitudine di contenitori
che popolano il mondo invidiamo
quelle mezze scatole avvitabili
che per un incontro fortuito
hanno riconosciuto nel coperchio
l'altra metà mancante.
Evento mitico ricorrente nei sogni
che non ha mai luogo in vita
né per oggetti gli umani,
risultando sempre vane le ricerche
intraprese, senza contare le spese.

LA MATTANZA DELLA BELLEZZA
All’avvistamento della Bellezza
appena una polena che fende l’onda,
e all’istante sull’occhio critico
cala la benda nera del pirata
affilata cortellessa tra i denti
e inizia l’allegra mattanza
della sirena nella tonnara.
Ma in ambito letterario
l’innominato pratica il volontariato!
E rianima sperimentalisti smorti.

LA VIA DELLA GLORIA
Una strada a modo, rettilinea
che in prospettiva non pare avere
né uscite e neanche entrate certe;
ai lati estremi del toponimo
la chiudono due quinte teatrali,
si liquida la questione come
una anomalia viaria onirica.

Si dice che gli oggetti in mostra
nelle vetrine degli antiquari
restino alla rimozione
che li destina agli acquirenti.

In passato, una precoce adolescente
fuggiva dai martellanti ciack, e
sporgeva il suo busto di polena
agli angoli di Via del Babuino;
l’inseguivano gli attrezzisti del set
tirandola per la coda di cavallo
la rimettevano sulla "retta via";
forse era l’attrice Marina Vlady.

VIVIAMO IN TEMPO DI IDEOLOGIE
c’è estremo bisogno di cose Alte, c’è bisogno del senso religioso e spiritualità, di approccio  mistico.
Dobbiamo ripristinare il rapporto con l’Assoluto, tornando all’Invisibile.
Dobbiamo rimettere nell’economica il rapporto con l’Invisibile.


APOCALISSE PER ACQUA
apocalisse per acqua
per la comune sopravvivenza,
dite addio ai luoghi esotici,
e fate solenne promessa
di non rivederli mai più
affinché le scie dei jet
non sfregino ancora il cielo,
intossicando gli angeli
che volano a quelle quote.
Poiché vi hanno sotto posto
al lavaggio del cervello
maledirete
l'impostura del bianco
e l'indotta fobia dello sporco.
Stramaledirete il bagnoschiuma,
lo shampoo e lo scialacquare
detersivi nel mare
che arrossisce per pudore.
E in calce vi malediranno
le future generazioni.

ARALDICA E MACELLERIA
Le allegorie figurano esenti da putrefazione
immunizzate dal vaccino simbolo
non sfuggono al ribrezzo popolare.
I titolari le infarcirono di animali,
portando carne insaccata negli stemmi
ai tornei, come tagli scelti di virtù.
La discendenza non li delude;
la scatola è l’ermetica allegoria corazzata
dell’invertebrata sentimmenthal.
L’etichetta, allegoria naturalistica,
avvolge la metallica astratto-geometrica,
cifrata in chiave che scoperchia l’astratto informale
e completa i grandi movimenti dell’arte moderna.

A DOMANDE MAL POSTE UGUALI RISPOSTE
Pur vantando verosimile
ed onorevole servizio
la verità non sopporta che per troppe volte
le si rivolgano le stesse domande.
E replica da guanto che sfilandosi
lascia che il suo rovescio
venga scambiato per il dritto.
Dovento soddisfare
in maniera diversificata
gli interrogativi di molte generazioni.

GENERARE
In questa estesa tipografia della natura che è il mondo
si ristampano tutte le memorie genetiche; siamo ancora
i successori di coloro che sono appena nati, che già
di noi lo saranno quelli intanto sopraggiunti.

L’amore per la stampa accomuna i corpi
che compongono con caratteri ereditari,
stampiamo biglietti da visita,
per l’occasione la fedeltà anastatica ci tradisce,
quale variante si legge il nome dei figli.

Noi vorremmo eternarci nella copia
ma la natura più inventiva di noi
varia la monotonia dell’amor proprio
facendoci riprodurre il nostro dissimile
così cadiamo nell’errore ortografico.

LITTLE NEMO
Tu sarai anche una stella,
ma nella vanità del mondo
non sono da meno d’uno specchio;
se valida quella teoria che vuole
l’universo in espansione
ci allontaniamo l’uno dall’altra
come galassia, lasciando tracce
di sangue sullo spettrografo.
In un’ipotesi contrapposta
l’infinito sarebbe stazionario
e manterremo le oscure distanze,
a mio malincuore.
Per avvicinarci dovrebbe prevalere
la teoria dell’universo che si contrae,
ma equivarrebbe al finimondo
perciò, addio, stellina bionda.

ANALOGIE MUSICALI
L’infusione musicale nazista
scavò dentro ogni tedesco
un piccolo auditorium
e ne ingrandì l’anima
affinché i suoni si armonizzassero
con la musica interiore
sincronizzata con le
marce dei panzer, poi,
trionfò Lilì Marleen.

SEMIOTICA
Come la spia rossa che
si accende sul cruscotto
e segnala al conducente,
che la benzina è alla fine,
così, anche il sentimento
che nutrivo per te
è ormai in riserva.

SCAVARE O NON SCAVARE
Qualsiasi aria ossida
il vanto delle scoperte.
Straniero, quando vedi
degli scavi in corso
distogli lo sguardo
e volgi altrove.
La vista di nuovi ruderi
ti falsa la mappa turistica
e non alza d’un piolo
l’inarrivabile scala
delle vestigia rinvenute.
In nostra assenza
affideremo il sottosuolo
alle poste cosmiche
affinché lo destinino
ai posteri ignoti,
a futura memoria di noi,
secondo il Canone Occidentale.

L’ARTE DELLE CONSERVE
Declina l’estate matura
di frutti newtoniani
che la fata delle confetture
conserva in vasi sterili,
dalle confezioni durevoli.
Mentre il cuoco si duole
per la deperibilità dei cibi
e la volatilità degli odori.
Cosa ti sovviene dell’infanzia?
marmellate, mai pietanze.

POESIA
Si dice che la poesia
manchi di vero slancio,
che non sappia più volare
poiché non più sorretta
dai grandi angeli alati.
Che farci? È un mondo
di poeti atei che volano
preferibilmente in aereo.

MI RIPETO ...
La chiave gira nella toppa
simile a un apriscatole e
scoperchia la latta
È l’amica che apre
e mi sorprende a letto
con un’altra donna
Guarda e sì ritrae
come in presenza
d’un cibo avariato
Piange e richiude
la porta metallica
Mi ripeto...
il mio Cuore è sempre stato
come la porta girevole
d’un albergo a ore
dove si poteva entrare
e pernottare a piacere
riuscire in incognito
e senza rimpianti
Ora
vorresti istallare
una porta nel vuoto e
mettere una serratura di marca all’aria ?

LA MANICURE DELLA POESIA
Prega nel tempio di Vesta
per sentirsi più vispa.
Intinge la penna nel mestruo
e scrive assecondando l’estro.
La manicure ittita
sillaba sulle dita
e per i tagli, sicura
si affida alla scure.
Col calcolo della mania
arrotonda la poesia,
ricorre pure alla lima
per aggiustare la rima;
nel dubbio consulterebbe
un ex tagliatore di teste
della Nuova Guinea
con cattedra a Papua.
Per quanto è lesta
nell’arte del canto
ne mena gran vanto.
Alla manicure del verso
è spuntato un nuovo dito
l’endecasillabo edipico.
Virginale, incede
con ermetico piede
a passo di metrica
del canone ortopedico,
con l’arto scalzo
il verso greve scalcia.

POETI IN PERICOLO
Sui veloci treni francesi
s’abbina il dolcificante
alle effigi dei poeti;
Villon, Rimbaud, Breton
affrancano letterine:
buste di zucchero.
E se la dolce energia
avesse per fine la terapia
della tetra malinconia?
Scopo di una chimica euforia
mirante a scombinare
l’amara essenza della poesia.

LA POETICA
Nel tagliarmi le unghie dei piedi
il pensiero corre per analogia
alla forma della poesia;
questa pratica mi evoca
la fine perizia tecnica
di scorciare i versi cadenti;
limare le punte acuminate,
arrotondare gli angoli sonori
agli aggettivi stridenti.
E’ bene tenere le unghie corte
lo stesso vale anche per i versi;
la poesia ne guadagna in igiene
e il poeta trova una nuova Calliope
a cui ispirarsi: la musa podologa.

VENA POETICA
Stimando la mia vena
alquanto "occasionale",
taluni mi consigliano:
"Perché non indici un’asta
e asservi i tuoi fregi verbali
alla gloria d’un mecenate?"
Una potente dinastia a cui
sono legato da amicizia
tiene in bilico il mio estro
con divertito cinismo.
La loro propensione a
tenersi defilati invece
che offrirsi alla celebrità,
fa di me un disoccupato.

AL CUCCIOLO
Scoppierà la guerra
e noi ci arruleremo
nei soldatini di piombo
sotto l’arco di trionfo;
sfileremo alla berlina
dietro l’ampia vetrina
d’una antica cartoleria.
Amore, pazienta che
metta a letto la poesia.
[...]

LO SPREAD DEL TALENTO
Le anime belle ostili al patto fra Ricerca e industria
invocavano la Ricerca pura, purché universitaria,
e questa parola troppo diffusa si è persa, dispersa.
Sul trono le subentrò la nuova parola: la Crescita!
E il dogma della superproduzione invenduta, decadde.
Gli strateghi del male ci rivestono di tessuti
preferibilmente sintetici e anche tossici,
ci gonfiano d’obesità con cibi spazzatura.
E noi che scemi non siamo, più non consumiamo.
E a letto senza andiamo.

EPIDEMIA
Da oltre una settimana
sono in totale balia
d’una ignota epidemia
d’influenza culturale
ma per niente locale,
virus internazionale.
Appena svegli da insonnia
rincorro il mercurio che sale
dentro al micro ascensore
del termometro, trovo la febbre
ferma al trentanovesimo piano.


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