Tutto sembra più colorato - La Mia Poesia

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Tutto sembra più colorato

Quando si scrive tutto sembra più colorato, la luce che entra dalla finestra, il tavolo più marrone… e il verde fuori del prato che sorregge il sereno del cielo.

I fiori ora non ci sono -in questa estate inoltrata - ma solo ad immaginarli esplodono di colori: rosa, blue, giallo, viola, rosso persistente… introvabili nella vita reale.  

"Muoversi è vivere… descrivere è sopravvivere…" recita un poesia.

Ultimamente però vedo un po’ annebbiato, qualcosa che mette malinconia  e che non mi fa vedere più l’azzurro intenso… che d’estate al mattino sorge col sole.

Sarà la crisi economica?… Quella sociale?... O quella più grande e tremenda che percorre l’occidente in ogni suo strato?... Chi governa il mondo sembra che abbia perso la mano… e ci stia portando a sbattere su qualche scogliera.

I giornali sono pieni di ricette miracolose per salvarci da questa crisi epocale… immettere più liquidità sul mercato… ridistribuire in un modo più giusto ed equo la ricchezza… liberare dai vincoli dello stato l’economia… abbattere tutti i monopoli…  

Rifondare poi comunque la classe dirigente del paese, che ultimamente si sta comportando come una classe chiusa, che difende solo i suoi interessi e ogni suo singolo privilegio sfrontatamente conquistato… una classe che ormai è decaduta… visto che non è più capace di reinvestire i propri profitti  nella ricerca e nella cultura… capace cioè di produrre nuovi prodotti più efficienti ed avanzati… invece di ingrassare solo con dividendi e bonus esagerati, tutti i suoi massimi dirigenti… così si sta distruggendo solo tutta l’economia più sana.

Prima la differenza tra lo stipendio dell’ultimo operaio e quello dell’amministratore delegato di una grande azienda, era massimo di qualche mensilità… oggi la busta paga di un grande manager (sia pubblico che privato) supera addirittura 500 volte (cinquecento volte capite!) la paga mensile del normale operaio o impiegato.

Ma è veramente questo che vela il mio sguardo… e che non mi fa più vedere bene l’intensità nuda dei colori?
No, nei miei occhi ci deve essere qual cos’altro, qualcosa che spegne la luce e molla l’anima in una tonalità socchiusa. No, non centra niente la crisi con tutta la deflazione o la depressione del mercato.

E’ curioso, quando la coscienza non comprende più che il bello di una giornata è il suono di un violino, che all’improvviso mette qualche nota su una voce.

Eppure è così… quando manca la speranza… l’armonia, le note di un violino su una semplice voce… il mondo ti appare subito stonato.

Senza la musica della speranza ogni ragione è cieca… non ha un sostegno… è come un volo di un uccello che senza aria non sa staccarsi… e si aggroviglia attaccandosi sempre di più alle zolle della terra.

Non è solo una questione sentimentale o di poesia… ma la speranza è una cosa concreta… indispensabile per ogni società ed economia… perché quando manca la speranza non riusciamo più a vedere il futuro. E il presente senza più i colori del futuro… senza un’immaginazione, è  una pagina difficile e confusa… che non si riesce più a comprendere e a leggere con passione.

 
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