jack Folla - La Mia Poesia

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jack Folla



Jack Folla


Caro Jack non so sei morto o sei riuscito a scappare come spero, ora però qui fa più freddo, ci manca il tuo calore, la tua elegante spudoratezza.
Ci sentiamo persi, senza più stelle capaci di darci energia, dentro questa guerra e pace dove i furbi, gli opportunisti, i cialtroni fanno affari con stronzate che non riescono più a vendere, ma che comunque riescono a farsi pagare da uno Stato in declino.
Caro Jack, quanto ci manchi, quanto ci mancano le tue mitragliate di musica e poesia, le tue tempeste arrabbiate di sole.
Ascoltando te eravamo fieri, quando riuscivi a illuminare tutta l’estensione della realtà lieta e malinconica, che tu riuscivi a trasmetterci facendoci riflettere su come distruggere il dolore dell’anima, che vomita paura.
Jack, Jack, maledetto Jack, ritorna tra questi albatros che non riescono più neanche a camminare e non hanno più poesie cui appendersi per tornare a librarsi liberi sopra la terra e il mare.
3957 è stato l’ultimo numero in cui abbiamo sperato e giocato nel lotto più strano della vita, quella vita che tu hai rappresentato, "della massima importanza dell’Essere".
Essere, Essere, questo è il problema, non scimmie ammaestrate e ipocrite, non bulletti capricciosi e mediocri, ma Esseri veri, Esseri che non siamo mai stati, ma che dentro avvertiamo incessantemente ogni volta che ci attraversano sensazioni e sentimenti vibranti di colori nuovi.
Jack, abbiamo registrato e riascoltiamo spesso le tue trasmissioni, ma oggi non ci bastano più, oggi c’è aria nuova, oggi uno come te non lo lasciamo più morire da solo in galera.
Ci siamo stufati di onorevoli e camerieri intontiti di viagra che sparano stronzate e barzellette, siamo stufi di queste bellezze sfavillanti innaturali di onorevoline paracule.
Ci siamo stufati di questa democrazia di pessimo gusto che non trova più soluzioni, ma paga solo il suo consenso con la promessa di un affare o un posto fisso sicuro, che promette senza vergogna ai minchioni di furbi con diploma.
Oggi non siamo solo economicamente più poveri, oggi abbiamo perso quasi tutto, a via di chiudere gli occhi e il naso, a via di tenerci dentro tutto.
Basta, basta, abbiamo bisogno ancora di te, di un altro tuo racconto, di un’altra tua poesia, abbiamo bisogno ancora di credere, di sognare.
Abbiamo bisogno di qualcuno, di un amico che ci prenda per mano e ci faccia rialzare.
Basta con queste letteronze, letterine, letterstronze, basta con questi ciarlatani alla ribalta che vendono solo ciarpame.
Abbiamo bisogno di cultura per riempire i nostri pensieri e regalarli alle nostre donne, ora anziane ma belle ancora, con le quali abbiamo sempre meno voglia di farci l’amore, ma con le quali cresce sempre di più la voglia di stare insieme, per andare a fare un giro per il mondo, per andare a teatro, in un museo, in un cinema, in un ristorante, o per restare a casa a litigare, sull’educazione da insegnare ai nostri figli.
Torna Jack, torna con la tua vera poesia da spalmare su questa vita ormai logora e quasi senza piu’ burro e marmellata, o almeno indicaci il posto dove trovarti o dove hai lasciato qualcosa di te, piccoli ricordi, fotografie, pezzetti di te, cose per cui sarai ricordato, cose che resteranno per sempre nel nostro cuore.
A presto Jack, non farti rincrescere di risponderci, non farci piu' sentire soli.
A.L.

 
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