Gabriella Sica sceglie... - La Mia Poesia

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Gabriella Sica sceglie...





Vittorio Sereni





Nato a  Luino ,  27 luglio   1913  morto a milano   Milano ,  10 febbraio   1983, è stato uno dei piu’ grandi poeti del nostro novecento. La sua giovinezza la trascorse nella sua città natale, per trasferirsi poi, all'età di dodici anni a  Brescia , dove il padre, funzionario di dogana, dovette stabilirsi. Gli anni dell'infanzia a Luino sono tuttavia quelli che hanno lasciato la traccia maggiore nella sensibilità del poeta e i luoghi del  Lago Maggiore  sono fra quelli da cui trarrà la sua ispirazione più alta.
Vittorio Sereni fa parte dei poeti della generazione degli anni dieci del Novecento insieme a Luzi, Bertolucci e Caproni e si distingue per un profilo tutto particolare. Il poeta di Luino, sulla sponda lombarda del lago Maggiore, vissuto in un’epoca di grandi rivolgimenti politici e sociali (si pensi all’avvento del regime fascista o alla seconda guerra mondiale), mette in discussione il ruolo stesso di poeta: «Diffidate di tutti coloro che sanno troppo bene che cosa è la poesia, che hanno sempre la definizione pronta». Sereni pone l’attività poetica all’insegna del dubbio, dell’incertezza, di una «tentazione», di una «perplessità». Esordisce con la prima raccolta di poesie, Frontiera, nel 1941, emblematica per comprendere la posizione di Sereni, una posizione di "frontiera", appunto, tra il soggetto e la Storia, tra il racconto e l’evocazione. Il poeta di Luino non è mai stato chiuso in sé stesso, anzi si è sempre contraddistinto per l’impegno morale e civile e per un’attenzione alla solidarietà sociale che ha attraversato tutta la sua attività di intellettuale. A partire dagli anni Quaranta, l’universo poetico di Sereni subisce una trasformazione: dai luoghi affettivi dell’infanzia e dell’adolescenza si passa allo spazio chiuso della prigionia (durante la seconda guerra mondiale fu catturato dagli americani e portato nei campi di concentramento algerini), che diviene il simbolo di una condizione esistenziale. La sofferta esperienza di esiliato e recluso che dura fino al 1945 ispirerà un’altra raccolta poetica, Diario d’Algeria, e segna non solo la vita ma anche la poetica di Sereni che acquisisce una nuova consapevolezza del mestiere di poeta, un nuovo atteggiamento dal quale nascono altre due raccolte, Gli strumenti umani (1965) e Stella variabile (1981). Ciò che contraddistingue il poeta di Luino è la capacità di instaurare con i luoghi che attraversa una simbiosi straordinaria che riversa in emozionanti poesie. C’è, nei suoi testi, una geografia dei luoghi che stupisce ed emoziona per la grande sensibilità di un autore tra i più amati ma tra i meno celebrati per la sua ritrosia.

Poesia Scelta

Le sei del mattino
T
utto, si sa, la morte dissigilla.
E infatti, tornavo,
malchiusa era la porta
appena accostato il battente.
E spento infatti ero da poco,
disfatto in poche ore.
Ma quello vidi che certo
non vedono i defunti:
la casa visitata dalla mia fresca morte,
solo un poco smarrita
calda ancora di me che più non ero,
spezzata la sbarra
inane il chiavistello
e grande un’aria popolosa attorno
a me piccino nella morte,
i corsi l’uno dopo l’altro desti
di Milano dentro tutto quel vento.


Le Parole

La vita applicata alla morte, così si potrebbe sintetizzare questa splendida poesia di Vittorio Sereni che immagina se stesso "spento", "disfatto" sul letto fatto della propria casa, diventato piccolo piccolo senza più superbia, in una Milano popolare e ventosa.
Senza astrazioni, senza tergiversare né infoltire una vicenda così essenziale e umana che si svolge nella casa, luogo privilegiato della poesia di Sereni , e tanto più necessario nell’estrema vicenda.
Ilchiavistello non c’è più davanti alla morte, ogni barriera è superata, saltati i sigilli,  libero il passaggio dalla vita alla morte ma anche dalla morte alla vita, dal sonno alla veglia.  
Perché la poesia trapassa dalla morte alla vita, è morta ed è viva, come sempre suole.
Gabriella Sica



Gabriella Sica, originaria della Tuscia e romana d’adozione, ha esordito tra gli anni Settanta e Ottanta su riviste, in particolare su "Prato pagano" (1980-87), da lei ideato e diretto.
Suoi libri in versi: La famosa  vita (1986, Premio Poesia Brutium-Tropea), Vicolo del Bologna (1992, Premio San Pellegrino), Poesie bambine (1997), Poesie familiari (2001, Premio Internazionale Poesia Camaiore, finalista-vincitore al Premio Metauro e al Premio Frascati) e Le lacrime delle cose (2009, Premio Garessio-Riccì, Premio Alghero Poesia, finalista-vincitore al Premio Arenzano-Lucia Rodacanachi e al  Premio Internazionale Dessì).  
Suoi libri in prosa: Scuola di ballo (1988), È nato un bimbo (1990), Scrivere in versi. Metrica e poesia (1996, terza ristampa, 2011), Sia dato credito all’invisibile. Prose e saggi (2000), Emily e le Altre. Con 56 poesie di Emily Dickinson (2010).
Sue opere in video, prodotte da Rai Educational, con la regia di Gianni Barcelloni sono sei video sui grandi poeti del Novecento (Ungaretti, Montale, Pasolini, Saba, Penna e Caproni), i primi tre pubblicati in videocassetta (Einaudi 2000 e 2001).
Un’autobiografia, Gabriella Sica. La sua biografia in immagini, è uscita sul n. 41 di "Steve" (2011).
Sue poesie sono state tradotte in spagnolo, francese, inglese, rumeno, croato e turco.
Contatti su facebook o tramite il sito ufficiale: www.gabriellasica.com





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