Franca Massaiu - La Mia Poesia

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Franca Massaiu



Franca Massaiu


Vive in Sardegna, ama le parole. Le alleva, le nutre, se ne ciba; ne fa acqua per dissetare il pensiero, ristorare le arsure,rallegrare ogni cielo che confini col suo. Non ha pubblicato nulla né pensa di farlo. Scrive per sé e per i pochi amici che ne conoscono i versi e le prose, frammenti di vita che ama regalare come si donano i fiori di campo, senza che vi sia una particolare occasione da celebrare. Un gesto automatico, meccanico, il dare, per gustare il sapore della gratuità e comunicarlo.
Le Parole
Le parole sono fili cui m'appendo volentieri, reti in cui s'impiglia il mio pensiero, tende che uso per schermare o rivelare il mio essere più vero; mongolfiera con cui salpo verso lidi lontani,  balteo dell'immaginazione in cui galleggio e tocco terra, ricordandomene il nome.
Le parole sono melliflue, infide, sfuggenti. Sono prede che non si fanno catturare facilmente; si nascondono in anfratti strani, cespugli di bacche rivestite di spini, si insinuano nelle crepe di muri sfiniti dal tempo,  aspettano una voce che le riporti in vita.
Deviano sempre in traverse non segnate nella mappa principale : sono foriere di equivoci che fanno deflagrare mondi, convenzioni, relazioni.
Sono l'unico scoglio cui ancorare una parvenza di senso al divenire incessante e al vento che non smette di urlare. Sono mormorii sommessi, a volte sconnessi; cumuli di sogni e segni assiepati dietro una porta chiusa a chiave , in perenne attesa di entrare e fondersi con chi, dall'altro lato, non si stanca di origliare.


Poesie
  
Una nuvola...
  
U
na nuvola non è mai bianca
  neanch'io lo sono
  e solo è il cielo che la accoglie e
  le da asilo.

  Vaga senza saper bene dove andare,
   non ha padrone.
   E' come tutte le cose informi,
   come il più della persone:
   
     preda dei sogni
   che le torturano di notte e le
   lasciano  sanguinare il giorno.

  Le granitiche muraglie dei giusti
  le guardano dagli spalti e
  lanciano i dardi
  del giudizio universale.

 Le nuvole son leggere e sfuggono
 ad ogni definizione,
 per questo fan paura
 ai sicuri di professione.

 
  
Se donassi…
  Se donassi qualcosa,
  sarebbe il petalo
  di una rosa che non fiorisce più.
  Fioriva, un tempo,
 in un giardino abbandonato.
 Ora non più.

Se dicessi
per dire il vero,
direi di non credere al cielo,
ma guardare,
a terra,
i rimasugli di sole
che conserva e riserva
anche a voi,
anime del niente.


  
Non è il cuore
  
Non è il cuore
  questo rumore
  è solo il motore
  della macchina che si avvia
  verso casa mia.
 
   Ha vetri
  come occhi sgranati sul mondo
  mani tese verso  chiese
 che  protestano al cielo
 con mille voci e mille preghiere.

 Se le contassi verrebbe sera
 e per questo le dimentico:
  le metto insieme alle tue.


Gioielli
 Le parole sono gioielli
 di cui dispongo
 a mio piacere.

 Le indosso come fiori.
  Ne vado fiera
  o le nascondo
 agli occhi invadenti
 di chi non vuol capire
 ma solo giudicare,
 non assaporare
 il loro suono
 che sverna nelle mie orecchie,
 prima di raggiungere
 il mio cuore.


Nutrirsi
Nutrirsi di piccoli
infinitesimi piaceri:
lo scroscio dello zucchero
che crolla
lieve
nel pavimento della tazzina
fumante
di caffè;
un piede
freddo
che ne arpiona un altro
caldo
nel letto;
un guscio di carezza
in cui fiondare il viso
all'improvviso e
una sciarpa
di lana
rossa
uguale uguale all'emozione
tardiva
non più estiva
d'uno sguardo che,
infine,
ti vede.

 
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