Autopresentazione - La Mia Poesia

La Mia Poesia

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Autopresentazione

Sono nato a Sant’Angelo Romano un paese alto ma piccolo dove in lontananza si vede Roma.

Di notte, specialmente d’inverno, si riesce a sentire quel freddo secco che tiene sveglie tutte le emozioni, è facile da qui scrivere poesie, parlare d’amore, raccontare tutta la gioia e il dolore che sprofonda dentro l’anima.
In italiano però non sono mai andato bene, alle elementari la maestra si lamentava spesso con mia madre dei miei errori di grammatica e ortografia.
Ma la poesia già me la sentivo dentro, era come un dolore, una fitta, una specie di amarezza leggera con cui convivevo tutti i giorni, una cosa che non riuscivo ad evitare, ma anzi ogni giorno la vita me ne portava altra, che mi faceva ancora di più ardere di passione.
Così scrivevo poesie sgrammaticate ma piene di sogni e desideri che versavo ogni notte su quei quaderni a quadretti grandi, senza fondo.
Più scrivevo, più avevo voglia di scrivere, perché quello che scrivevo non era mai abbastanza di tutto quello che avrei voluto ancora dire, anzi mi lasciava  precipitare sempre di più verso il profondo del cuore, fino a farmi sentire il respiro di quel mondo che io volevo a ogni costo raccontare.
Ogni tanto poi capitava di leggere qualche mia poesia a qualche amica o amico (più amici però) e allora ecco che la mia anima palpitante veniva fuori… capitava alle volte che le persone ti  sconcertavano con le loro critiche severe, mentre altre volte riuscivano a sorprenderti e a toglierti addirittura il fiato, con la comprensione e l’amore che riuscivano a farti sentire.
Dicono che la pratica rende perfetti, ma per me non è stato così, ancora oggi mi capita, per la mia disattenzione, di fare errori  e di essere poi criticato dalla maestra di turno, che non ammette nessuna distrazione… è difficile cambiare atteggiamento… la forma, le regole per me sono state sempre dei limiti che rispetto, ma che non sono riuscito mai ad amare, e poi penso… che certi pensieri e sentimenti  diventano più belli, quando le regole per esprimerli non si seguono o addirittura si superano… perché le regole per una buona poesia non possono essere imposte, ma ogni bella poesia,  ha bisogno di definire, liberamente, quali sono le sue.
Oggi, con la maturità, la poesia per me non so cosa è diventata: mi piace leggerla… mi piace scriverla… e penso che il più irrimediabile di tutti gli errori sia quello di smettere d’imparare a conoscerla e nutrirla con passione… anche se so che non sarà facile riuscire a scrivere qualcosa di memorabile… grandioso… ambizioso… fuori portata… quello che invece sono riusciti a scrivere con forza, i  nostri più grandi poeti.


Andrea

 
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