Antonella Doria - La Mia Poesia

La Mia Poesia

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Antonella Doria

Antonella Doria

S
iciliana di Palermo, vive fra Milano e la Liguria. Presente in riviste e antologie, fra cui: Poeti per Milano (viennepierre, 2001), Poesia a Comizio (empirìa, 2008), etc. Pubblica: Altreacque (Book, 1998); medi terraneo, [1995-1999] (Ibiskos, 2005); Metro Polis (ExCogita, 2008); Millantanni (edizioni del verri, 2015); Parole in Gioco (aa.vv., s.i.p. 2005). Cura: Poesia contro Guerra (Punto Rosso, 2000, 2007 ampl.- nota di Dario Fo), e la sez. di Poesia della Mostra Intern. d’Arte - Per una "Carta" visiva dei diritti civili- (cat. viennepierre, 2001), per  "LIBERA – associazioni, nomi e numeri contro le mafie". Già redattrice di InOltre, rivista di antropologia, società e cultura, è nella direzione/redazione de’ IL SEGNALE, percorsi di ricerca letteraria. Collabora con l’Ass. "Casa della Poesia" al Trotter di Milano.


Le Parole
Di soste viviamo... mentre dai tram guardiamo la città - Milano forse… Palermo può darsi… ma probabilmente anche Genova o Roma. Tutte possono essere, mentre andiamo a caccia di luoghi misteriosi dove ruota il modo. Dimenticare il cervello e ascoltare il cuore, può sembrare smielato, ma è l’unico modo per vivere la felicità delirante di una poesia, che nelle soste e nelle fermate si ascoltano, mentre aspettiamo -nel il transito veloce- il prossimo tram.


Poesie

da
MEDI  TERRANEO
(1995 – 1999)

Premio Internazionale di Poesia e Narrativa
Il Porticciolo 2004
Primo Premio – Sezione Silloge Inedita – Sestri Levante (SP.)
IBISKOS EDITRICE di A. Risolo – Aprile 2005

(1° di sette poemetti)


***

medi terraneo  mare
ovunque  sempre  salse
tribulate acque    occhi
di terre alte    saracene
erose
e rose
rotti scisti   deliri
d’ambra barocchi  corpi
di sale deserti   precaria
carne  corrotta ombra
vanisce
sale
incerto precario piede
sempre urta il limite
(fissità  ossessione  di
terra  )  sa non essere
solo uno   Orizzonte…
sale
sibillina  fede  follia
nuova movenza muove arso
sangue    selve anime
migranti per liti  lidi
luoghi  migliaia  lontano
altrove…

                  
deserto
                  ai piedi     a questa riva
                  dal Mali      dal Niger
                  è tutto     un deserto
                  a piedi   piano  prendi
                  la via…
                  uomini
                  blu    principi  predoni
                  di libertà  assoluta
                  asceti   assassini
                  ti sfamano  ti portano
                  a sera
                  (deserto spazio    non luogo
                  tempo   né misura di stelle
                  granelli…)
                  greggi
                  nomadi   insieme
                  l’attesa insieme imparano
                  s’allunga il tempo  (lenta
                  muta la substantia)
                  l’acqua  si fa thè    l’Oceano
                  è sabbia
                  

 
senza
 compagni  mai
 avrai  transito lieve
 questa vasta terra
 vuole forza   serena
 amalgama di rocce sabbia
 sopporta  sete
 distanza
 transiti
 ripete  rituale  ritorno
 ultime  carovane  (codadiserpe-
 esselinea-punto.niente) hanno
 scambiato  miglio  con
 pane e sale
 acqua …
 acacia gigante     la vedi
 di lontano  sperduta oasi  isola
 verde  senza inverno  mai
 acqua  palme  sono
  per tutti
 
 ……

 donne fiere   rossi
 bracieri accendono  a tutti
 danno l’acqua  la parola



(6° di sette poemetti)                                                                                                                   

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

******
medi  terranea  riva
luogo primordiale del ritorno
se…    è in serbo per noi
un altro approdo…
àncora   pietra d’esilio   
confine  isola su terra
ferma   frontiera segnata  
giocata   parola di vento
muove scacchi su geografiche
carte   strappate  strade
luoghi di freddo  inquietudini
(mai  farai  a meno
d’amare )   segni
ciechi   taciturni
sassi  dissepolte portano
dissonanze    note  
memorie  dimenticanze
di transiti…
ritorna armonica polifonia
partitura sua sorgente
prima  promana da tutte
cose  case  
tutte in passaggio in perenne
penombra  ingiallisce

                    -   
lontano da sud
                         hanno
                         lasciato la riva    scelto
                         il transito   tempo lento
                         d’attesa         s’allontana
                         lo sguardo…    (tramonto
                         rosso  sull’arsenale   )
                         non servono  o  quasi
                         bussole  portolani   l’alto
                         mare   spezzato
                         violenta  sbatte  l’onda
                         lontano da sud
                         (questo difetto di posizione)
                         babordo  tribordo margini
                         clandestini
                         di vuoto naufrago abisso
                         limite  si perde
                         (Sidi Bu Said
                         profumi    azzurri cancelli)
                         si perde
                         dismisura…     Orrido
                         Orribile  Oceano
                         ma
                                                            



                                        (il paradiso è un fiume
                                         di miele e di latte )


        -   
lontano da est
                    un luogo   centro cerca
                    unico    forma feroce
                    (è bandito ogni secondo
                    pensiero   spazio di plurali )
                    ibride vite  tiene
                    traverso il fiume  dove
                    mani  mari  di versi  
                    attraversati   si
                    toccano   si  fondono
                    confondono
                    sensitive sembianze
                    forme   figure
                    fiumane in fuga  (alleva
                    mostri   in piccoli sogni
                    dipinti  senza luogo
                    senza pensiero )
                    in fronte  strade
                    estremo limite  desiderio
                    muove raddoppia sponde
                    dubbi  nomi  suoni
                    insiemi di complicità
                    contatto tiene insieme
                    la notte
                    ……
                           
                    donne luna  impastano
                    pane  frumento  foglia
                    a foglia
 

******

Metro Polis
______________________________

da L A N

Ammutoliti ampi squarci
distese aperte di pieni
vuoti in ognidove
chiudono labbra di paura
al vuoto eco richiamo
ritmo d'esistenza
a muti sensi loquaci
manca corpopensiero
vero nome di senso
alcuno da dove
ostendersi fuori
dal nulla
ma (se nell'anello mi
perdo d'acque...) luoghi
affiorano di transiti
d'ascolto in silenzi stasi
al limite a lungo
lo sguardo a la soglia
sospinti sostare Noi

_____________________________________________________

di soste viviamo ma
la Città
ha transiti veloci ...

La Città ha transiti veloci
Senza memoria    di sé
senza passato    questo
andare              non sapendo...
consumando      ingordo
il fiato               Sono giochi
furiosi   ripete      gira
la giostra      - i cavalli nel
cerchio infinito - sono clowns
burattini prostitute giocolieri
(scommettitori d'esistenze)
diverse uguali ogni
volta la prima volta
percorso ad ostacoli
segnato sempre più
nuovo cambia mai - Chi
arriva primo sarà premiato -
avrà fatta  la Festa
in regalo

La Città gira il Tram
in cerchi Navigli di memoria
è passo d'uomo da Navigli
al Centro fino al cuore
motore si aggirano politiche
e voglie...
Il Tram gira la Città
Solito tran tran
Storie di Via Meda
Intimomania Medusa
ritorna di colore voglia
scampolo d'idea… ( un'idea
giusta o giusto un'idea? )
BluVertigo
Metallo non Metallo
Binario Zero ( in carne e
ossa ) Stazioni in movimento


_________________________________

Eccelsa Gomma Pizza-Pazza
Pazza-Pizza
Solito    trantràn
(difetto della mente )

di giorni giorni
prende perde precipita
corpi parole ( pre e post )
tutto ingoia dove
sempre altrove
(... preferirei di NO... )
notti di notti...
lungo strade cieche
vuote esistenze
frettolose di paura
pastrani sfiora
uomonero lupo
mannaro (rappezzato scarpe
senzalacci) s'accuccia
caldo odore sotterraneo
portici paghi di catrame
derelitti cartoni d'imballaggio
tuttaddosso il mondo l'attimo
stretto in mano


improvvisa… Mnemòsyne
(pagana madre ) suscita
forme profili figure
felicità e bellezza irta
di spine volse verso
corpi liberi nudi cieli
a catturare o lampi
(bagliori d'un temporale?)
respira questa notte
e tace
tace di sogni utopie
(realtà non riconosciute)
il Circo la banda tamburi
ottoni parate disarmoniche
partiture (cacofonie) lingue di
felice babele Transita

__________________________________________

la mente attraversamenti
veloci sotterranei percorsi
di vuoto silenziosa ombra
sul collo il fiato la voce
diffonde respira


da ZIZ

Luna Liàna
diàna di milizie (ma)donna
antonelliana (il viso lieve
turbamento vela fronte
mano) stupore in bocca
ripete ritorna fila strofa
canti lena antica nenia
fiato pietra combattimento
estremo esprime fabbrica
parole in ombra in abisso
vissuto vuoto forma sogno
sospesa imago respira
fuga o nuova
annunciazione …


Silenzio parole passi
(mi) porta


La città vive in me come un poema
che non m’è riuscito di fissare in parole
Jorge Luis Borges








 
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