Anna Cascella Luciani - La Mia Poesia

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Anna Cascella Luciani

foto di Dino Ignami sito www.dinoignani.net
Anna Cascella Luciani
E' nata a Roma, dove vive, nel 1941, ma ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Pescara nella casa dei nonni, della madre e delle zie, in una famiglia ricca di fermenti culturali: dal nonno materno, Alfredo Luciani, poeta in vernacolo, insegnante di lettere classiche, al padre acquisito, il pittore Tommaso Cascella, che la madre sposò quando Anna aveva 17 anni e che le diede il nome. La sua poesia è profondamente intrisa di questi preziosi succhi culturali e affettivi. Poi, subito dopo il diploma di maturità classica, all'inizio del 1960, si trasferisce definitivamente a Roma. E’ scoperta da Franco Fortini e pubblicata nell’antologia dei Nuovi poeti italiani, edita da Einaudi del 1980. Ha ricevuto premi prestigiosi quali il Mondello del 1991, il premio Sandro Penna e Procida, Isola d’Arturo – Elsa Morante nel 1996, per arrivare al premio Tarquinia Cardarelli nel 2008. Le sue poesie sono apparse in numerose riviste ed antologie tra le quali «Nuovi Argomenti», «Salvo Imprevisti», «Poesia», ed altre. Le sue poesie sono state tradotte anche in Spagna, Germania, Scozia e Quebec. Per la Rete Tre di Radio RAI ha scritto il radiodramma «Bolero» e ha recensito narrativa e poesia per la letteratura inglese e americana. Sue raccolte di liriche: «Tesoro da nulla 1983-1989» (All’Insegna del Pesce d’Oro), «i semplici» (Il Bulino), «Piccoli Campi» (Stamperia dell'Arancio), «Tutte le poesie 1973-2009» (Gaffi Editore in Roma). Numerose le collaborazioni con gli artisti: dai libri con Ettore Spalletti, Achille Pace, Enrico Pulsoni, alle plaquettes con numerosi altri artisti tra cui Simonetta Melani di Siena e Nicoletta Moncalieri di Modena, tanto che nel 2009 la Biblioteca Vallicelliana di Roma ha ospitato la mostra delle sue poesie in edizione d’arte, a cura di Fabio Guindani. E’ del 2008 il volume d’arte per il Cervo Volante, «Migrazioni/a specchio» con l'altroTommaso Cascella, chiamato dall'autrice, in un breve scritto in prosa che è insieme alle poesie nell'edizione d'arte, Tommaso il giovane.
Le Parole
Le Poesie della Cascella Luciani arrivano dall’ineluttabile travaglio delle pulsanti energie di corpi e cose che desiderano, e che lei riesce a trasformare in profonda e sonora poesia di questo nostro lasciarci vivere frettoloso.

*
Cosa fai con quella faccia d’angelo
seduto a un bar marino
di provincia,
gli stivaletti
nel caldo d’agosto
ti consumano i piedi
delicati,
sembri cercare
a chi cavare il cuore
con la punta di dita
generose,
hai la camicia aperta
fin sul petto,
e questo
è quanto basta ad un mio amore.

*
caro ho bisogno
dei tuoi ostacoli
dei tuoi tragitti
a ritroso dei tuoi
labirinti secolari,
troppo in fretta
da sola arriverei
fino al fondo. Caro
ho bisogno
dei tuoi passaggi
umettati dall’aurea
ammissione del bordo,
dei tuoi fraintendimenti
dei tuoi spaventi serrati,
troppo in fretta da sola
traverserei l’acre mondo

*
Mi piace questo baciarci
come bambini – questo
stare stretti
vicini –di nuovo
l’albero è verdino –
il pesco è in rosa –
il velame dei petali
coincide con le labbra –
chiedi una mano –
non sento patimenti –
la carità si sposa
ai nostri eventi –

*
torna prima
della morte
raccoglimi
di nuovo –
ti abbraccerò
più forte
ti convincerò
di quel che provo –

*
una fatica,
per metter via mia
madre che non s’è
mai vista. Sei matto,
becchino, che non
credi alla morte e
ne allunghi il tempo?
Eppure ti conosco:
t’ho visto per i campi
da bambina, tu il più
carino, di nuovo
gli occhi azzurri. Sei
il primo a decidere
che farai qualcosa.
Mi dai del lei e
io ti chiedo di scrivermi
Menina sulla calce che
il tuo compagno schizza
dappertutto. "Come
lo vuole?", m’hai chiesto.
"Da bambina." E hai fatto
due svolazzi sulle enne
che ho messo un giorno intero
a digerire. Morte, come sei
strana, e quanto dire al tuo
silenzio di ladra e di sovrana.

*
(vita)
mi conquistano le date
migratorie – quel partire
in volo degli uccelli –
quei viaggi celesti –
sortilegio resistente –
istintivo – sapiente
del dirigersi – andare
quel venirci a trovare
pur senza conoscerci –
miracolata specie – immune
dalla certezza fatale
del tracciato -

*
non avere illusioni
è illusione più grande
di tutta l’acqua di tutti
i mari - più immensa
del passaggio dei cetacei
nei loro oceani meravigliosi
- più bizzarra dei giochi
dei delfini al largo
delle spiagge di Goa -
proposito più esitante
dei più timidi banchi
di pesci tra coralli
e gorgonie - più facile
che la palma dia datteri
in una fredda nazione -
che il deserto dia acqua -
che il vento non muti
il profilo di dune -
convalescenti ribelli
riaprono gli occhi - riprendono
lingua - pronunzia e libere
da gessi da bende i loro
frantumi mosaici di sempre
della sfera del mondo -



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